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Malati di internet

Mi sono reso conto di una contraddizione: ieri ho messo a conoscenza i miei contatti sui vari social network della mia partecipazione a Melog 2.0, programma condotto da Gianluca Nicoletti su Radio24, ma non l’ho raccontato ai lettori del mio blog, che in fondo rappresenta il motivo per il quale sono stato invitato.

Il titolo della puntata era “Schiavi della rete”, lo spunto l’apertura di un ambulatorio per persone affette da dipendenza da internet. Non dico che dovete ascoltarvela per i miei 3 interventi in un’ora (nei quali ho cercato di raccontare che si possono passare molte ore su internet senza sentirsi malati) ma magari l’argomento vi interessa.

Dal sito di Radio24 è possibile riascoltare il tutto.

Nadia Cartocci è su Facebook

Non so quanti di voi siano ascoltatori del Ruggito del Coniglio su Radio2, ma all’interno di quel programma va in onda quella che secondo me è la migliore parodia su Facebook e i social network, ovvero l’epopea di Nadia Cartocci.

Trattasi di una ragazza che ogni giorno aumenta il numero dei suoi amici, barcamenandosi tra tentativi di approccio, irrilevanti aggiornamenti di status e attività nelle quali è fin troppo facile riconoscere noi stessi o molti dei nostri contatti: le iscrizioni che si alternano tra i gruppi dalle aspirazioni elevate e quelli più beceri, la perdita di tempo in test sempre più cervellotici e di nicchia, il taggare più o meno a casaccio persone in foto e video che parlano di tutt’altro, la pioggia di citazioni famose per darsi un tono.

Insomma, Nadia Cartocci è finta,  ma sembra vera, precisa e puntuale. Sicuramente chi l’ha pensata qualche ora su Facebook l’ha passata davvero.

Update: mi segnalano un video in cui si sente uno spezzone della nostra Nadia, per chi non l’avesse mai sentita.

Good news, no news

Oggi Radio24 festeggia i suoi primi 10 anni (auguri). Tra una rubrica e un gr, la ricorrenza viene festeggiata con degli spezzoni audio che ricordano gli eventi salienti del decennio trascorso. La proporzione per ogni “blocco” è di circa 5 eventi luttuosi (11 settembre, caduti di guerra, morte del Papa, vari attentati) bilanciati da 1 evento gioioso, pescato sempre da eventi sportivi, come i Mondiali di calcio o le Olimpiadi.

L’effetto è qualcosa che sta tra la consapevolezza che il mondo è pieno di cose brutte, il ricordarsi che gli eventi negativi sono notizie e quelli positivi non lo sono quasi mai e il constatare quanto sia difficile trovare momenti di gioia condivisi per tutta la nazione, e non fonte di soddisfazione per una parte e rabbia per un’altra.

Niente di nuovo o di originale, ma trovarselo di fronte appena svegli fa sempre un certo effetto.

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