rock

Musica per chi ha fretta e vuole fare sesso (e non manca di ironia)

è così che in un pomeriggio in cui mi viene un’idea di quelle che resisterebbero due minuti in un dopocena un po’ alcolico, e cioè sintetizzare la carriera di alcuni rockettari in una sola frase, un gruppone di allegri buontemponi decide di darmi corda, di darmene tanta, di scrivere la prima cosa che viene loro in mente, o quella che hanno pensato per un bel po’, o quel che vogliono.

Così Numero 6 spiega come da un’idea simpatica buttata lì in un social network (Friendfeed, per la precisione) possa nascere un lungo, divertente e anarchico thread. E da lì addirittura un e-book.

Il giochino l’ha lanciato lui, sintetizzando tre carriere (Radiohead: tanto non te la dà. Smiths: e sei pure disoccupato. Pink Floyd: e comunque è tutto inutile.) e l’hanno proseguito in tanti. Tutti citati e compresi nel libello elettronico.

Love boat rock

Ci sono film che riescono ad andare oltre al loro valore e alla somma dei loro componenti. Film che anche in presenza di imperfezioni, mancanze ed esagerazioni ti comunicano qualcosa che merita il prezzo del biglietto, e anche qualcosa di più.

I love Radio Rock (in originale The boat that rocked, in altri paesi Radio Rock Revolution) è uno di questi film: diverte, convince e affascina. Fa ridere e fa sognare. E regala delle scene che rimangono impresse negli occhi, oltre ad una colonna sonora da urlo, che lascia una gran voglia di essere riascoltata nei giorni successivi.

Un film azzeccato e significativo, che somiglia ad una di quelle persone delle quali ami anche i difetti, e che consiglio qualche giorno dopo averlo visto perché ho sentito la necessità di pensarci su, e di parlarne in giro per verificare quanto la mia mania per il mondo delle radio possa aver influito sull’impatto che il film ha avuto su di me (comunque parecchio direi, e se siete della stessa parrocchia, non perdete le scene presenti dopo i titoli di coda, che forse diranno poco ai più).

Lavare tutto subito

Ieri sera sono andato in una discoteca rock (prima o poi sviscereremo insieme, cari amici, il concetto di “discoteca rock”). L’ho fatto un po’ per acconsentire alle richieste di alcuni amici, e un po’ perchè ogni tanto mi piace fare cose semplici ma per me esotiche. Devo dire che è stato discretamente divertente, e mi ha dato modo di fare un tuffo in tempi ormai andati, mettendomi di fronte ad un oggetto che non vedevo da anni, e che mi ha riportato alla mia adolescenza.
Avevano una macchina del fumo.
E la usavano con una certa generosità.

1 2  Scroll to top