scuola

Il dito nell’occhio

Quasi 4 anni fa sui giornali fece molto scalpore un video pubblicato su Youtube in cui si vedevano alcuni ragazzi che picchiavano un compagno di classe disabile. Già all’epoca si parlava più che di limitare la diffusione di video del genere su internet più che i casi come questo, e io dissi che era come sentire il cane che abbaia al ladro e decidere saggiamente di sparare al cane. E non ho molto da aggiungere.

Ora è arrivata la sentenza per i dirigenti di Google. Si parla di 6 mesi di reclusione per “non aver impedito la pubblicazione del video”. Guardando tra gli articoli correlati di Repubblica ho scoperto che invece i “protagonisti”, quelli che il video l’hanno girato, pubblicato e reso possibile, hanno avuto un anno di sospensione a scuola.

Cosa avrà voluto dire?

“Io aspetterei ancora un po’ – continua Cossiga – e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di ‘Bella ciao’, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell’ordine contro i manifestanti”. 

Mi rivolgo a voi, Cossigologi, dietrologi, semiologi, egittologi, secondoletturologi, e tutti voi che siete bravi a capire cosa vuole dire Cossiga quando parla al di là di quello che capiamo noi comuni mortali, beh, è il vostro momento.

‘sti benedetti lupini

Denny ci scrive per lasciare una testimonianza diretta di un’altra vittima del grande mistero dei lupini dei Malavoglia.

“allora la mia prof quest’anno ha detto: “i lupini sono molluschi,tipo vongole, essendo i malavoglia pescatori… dovevate immaginarlo”.
qualche ora fa ho sostenuto l’esame di maturità, e che mi chiedono?… COSA SONO I LUPINI?… io risp come la mia prof, e invece la prof esterna si mette a ridere e dice “sono legumi”.
io ancora non l’ho capito……
solo Verga sa cosa scriveva.”

Insomma, che qualcuno faccia qualcosa, che ci si pronunci ufficialmente. Che intervenga il Ministro dell’Istruzione, o almeno quello delle Politiche Agricole.

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