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	<title>Akille.net &#187; social network</title>
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	<description>Il blog di Akille</description>
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		<title>Sembra talco ma non è, serve a darti più entropia</title>
		<link>http://www.akille.net/2011/03/01/sembra-talco-ma-non-e-serve-a-darti-piu-entropia/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 15:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<category><![CDATA[paese reale 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi il mio account su Facebook è finito in una mailing list delirante, nata (mi pare) per pubblicizzare una qualche iniziativa sull&#8217;Unità d&#8217;Italia sulla quale nemmeno mi sono soffermato, tanto scocciante era il flusso di messaggi che continuavano ad arrivare da perfetti sconosciuti. Infatti, grazie al ben congegnato sistema di messaggistica di Facebook, ogni utente intenzionato a protestare in quanto destinatario di una messaggio sgradito lo faceva con un nuovo messaggio a tutti, che ovviamente si ritenevano destinatari di un nuovo messaggio sgradito, e via dicendo. Per farla breve: è da stamattina che ogni volta che apro Facebook ci trovo nuovi messaggi di gente che non conosco. Da una statistica fatta molto a occhio posso dirvi che ogni 10 messaggi ce ne sono 3 sono di persone che chiedono di essere cancellati dalla lista, 3 di persone che ne approfittano per spammare qualcosa di loro (con la motivazione &#8220;visto che ormai mi avete disturbato&#8221;), 4 di persone che rispondono al messaggio invitando gli altri a non rispondere. Poi è arrivato il mio preferito, che ha annunciato con un messaggio che trovava la cosa molto scortese e avrebbe scritto un articolo su come questo rispondere a tutti fosse contrario alla netiquette. Salvo poi mandare di nuovo un messaggio a tutti con il link all&#8217;articolo in questione. Per tre volte.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il mio account su Facebook è finito in una mailing list delirante, nata (mi pare) per pubblicizzare una qualche iniziativa sull&#8217;Unità d&#8217;Italia sulla quale nemmeno mi sono soffermato, tanto scocciante era il flusso di messaggi che continuavano ad arrivare da perfetti sconosciuti.</p>
<p>Infatti, grazie al ben congegnato sistema di messaggistica di Facebook, ogni utente intenzionato a protestare in quanto  destinatario di una messaggio sgradito lo faceva con un nuovo messaggio a tutti, che ovviamente si ritenevano destinatari di un nuovo messaggio sgradito, e via dicendo. Per farla breve: è da stamattina che ogni volta che apro Facebook ci trovo nuovi messaggi di gente che non conosco.</p>
<p>Da una statistica fatta molto a occhio posso dirvi che ogni 10 messaggi ce ne sono 3 sono di persone che chiedono di essere cancellati dalla lista, 3 di persone che ne approfittano per spammare qualcosa di loro (con la motivazione &#8220;visto che ormai mi avete disturbato&#8221;), 4 di persone che rispondono al messaggio invitando gli altri a non rispondere.</p>
<p>Poi è arrivato il mio preferito, che ha annunciato con un messaggio che trovava la cosa molto scortese e avrebbe scritto un articolo su come questo rispondere a tutti fosse contrario alla netiquette. Salvo poi mandare di nuovo un messaggio a tutti con il link all&#8217;articolo in questione. Per tre volte.</p>
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		<title>Fuori da qui</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/08/30/fuori-da-qui/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 17:31:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita da blogger]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi è? Chi va là? Identificati! Oi, sono io. Io chi? Achille. Non dire cazzate, Akille sono io. Io sono quello senza k. Ah, che ci fai qua? Sei venuto a rubare? Ma non dire scemate, che devo rubare? Magari vuoi vedere se c’è qualcosa che puoi riutilizzare, qualcosa da riciclare per i tuoi amichetti  fuori. Ma quali amichetti, ma che dici? Piuttosto, vuoi aprire ogni tanto qua? Perché è tutto chiuso? È buio. E puzza pure un po’. Sì, eccolo, è arrivato il signorino. Apri, certo, come se non lo sapesse cosa c’è fuori da qui. Perché, cosa c’è fuori da qui? E fai pure il finto tonto. Ci sono i social network, i maledetti social network, dove vi divertite tutti e mettete le foto di quando vi tagliate i capelli e del mare in vacanza e fate i vostri giochini di parole e ridete tra di voi e vi mettete like, like e like. O mio dio, ma cosa fai il geloso? Ma quale geloso? Io non sono geloso. Io sono incazzato. Ma io sto qui, non abbandono la nave. Anche se non ci sale più nessuno. E se qualcuno prova a salirci sparo a vista. Questa è casa mia. Mi sembra un discorso un po’ confuso ma mi ricorda qualcosa. Vuoi candidarti? Eh, son passati i tempi in cui bastava essere blogger per sperarci. Ma io rimango qui, io difendo la qualità. Adesso è diventata questione di qualità? E certo: non vedi come perdete tempo sui quei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><em>Chi è? Chi va là? Identificati!</em></div>
<div id="_mcePaste">Oi, sono io.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Io chi?</em></div>
<div id="_mcePaste">Achille.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Non dire cazzate, Akille sono io.</em></div>
<div id="_mcePaste">Io sono quello senza k.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Ah, che ci fai qua? Sei venuto a rubare?</em></div>
<div id="_mcePaste">Ma non dire scemate, che devo rubare?</div>
<div id="_mcePaste"><em>Magari vuoi vedere se c’è qualcosa che puoi riutilizzare, qualcosa da riciclare per i tuoi amichetti  fuori.</em></div>
<div id="_mcePaste">Ma quali amichetti, ma che dici? Piuttosto, vuoi aprire ogni tanto qua? Perché è tutto chiuso? È buio. E puzza pure un po’.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Sì, eccolo, è arrivato il signorino. Apri, certo, come se non lo sapesse cosa c’è fuori da qui.</em></div>
<div id="_mcePaste">Perché, cosa c’è fuori da qui?</div>
<div id="_mcePaste"><em>E fai pure il finto tonto. Ci sono i social network, i maledetti social network, dove vi divertite tutti e mettete le foto di quando vi tagliate i capelli e del mare in vacanza e fate i vostri giochini di parole e ridete tra di voi e vi mettete like, like e like.</em></div>
<div id="_mcePaste">O mio dio, ma cosa fai il geloso?</div>
<div id="_mcePaste"><em>Ma quale geloso? Io non sono geloso. Io sono incazzato. Ma io sto qui, non abbandono la nave. Anche se non ci sale più nessuno. E se qualcuno prova a salirci sparo a vista. Questa è casa mia.</em></div>
<div id="_mcePaste">Mi sembra un discorso un po’ confuso ma mi ricorda qualcosa. Vuoi candidarti?</div>
<div id="_mcePaste"><em>Eh, son passati i tempi in cui bastava essere blogger per sperarci. Ma io rimango qui, io difendo la qualità.</em></div>
<div id="_mcePaste">Adesso è diventata questione di qualità?</div>
<div id="_mcePaste"><em>E certo: non vedi come perdete tempo sui quei così? E mi dite i vostri 5 film preferiti? E lo sapete che sto guardando in tv?  E volete sentire che frasetta spiritosa ho scritto?</em></div>
<div id="_mcePaste">Ma non dire stupidaggini: le frasette spiritose, le liste alla Hornby e la condivisione del trash le facevamo pure con i blog.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Sì, ma quei cosi sono più dispersivi e più superficiali e convincono la gente di avere qualcosa da dire.</em></div>
<div id="_mcePaste">Ma sono le stesse cose che dicevano dei blog! Ma pure delle radio libere. Ma pure dei fumetti mi sa. E temo anche del suffragio universale.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Quei cosi ti rimbambiscono e ti fanno perdere tempo!</em></div>
<div id="_mcePaste">Ah sì, questa invece è nuova: la diceva uguale mio padre dei dischi che sentivo a 15 anni. Ma si può sapere perché odi tanto i social network?</div>
<div id="_mcePaste"><em>Ma stai scherzando? Io non li odio affatto. Io li ringrazio.</em></div>
<div id="_mcePaste">Mi dev’essere sfuggito un passaggio.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Sì, te lo giuro. Perché da quando ci sono i social network  noi blog non siamo più i figli giovani, quelli vestiti strani, quelli superficiali e destinati a scomparire.</em></div>
<div id="_mcePaste">E cioè?</div>
<div id="_mcePaste"><em>Ora finalmente anche noi abbiamo qualcuno con cui prendercela, qualcuno da accusare, dei barbari su cui scaricare la colpa del declino della civiltà.</em></div>
<div id="_mcePaste">Ma che stai dicendo?</div>
<div id="_mcePaste"><em>Ma sì: essere avanguardia era faticoso e dava poca soddisfazione, ora finalmente possiamo tirare i remi in barca e accomodarci nelle nostre poltrone da reazionari. L’immoralità dei costumi, la stupidera dei giovani, il dilagare delle parolacce, niente è più colpa nostra, è colpa dei social network!</em></div>
<div id="_mcePaste">Tu sei pazzo.</div>
<div id="_mcePaste"><em>Sarà , ma almeno sono parte di un’elite deliziosamente vintage.</em></div>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti giù per terra</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/02/26/tutti-giu-per-terra/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 09:36:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono mille ragioni per sostenere che i social network siano strumenti più potenti e di maggior impatto rispetto ai blog. Però c&#8217;è anche da dire che difficilmente i blog di tutti quelli che stai leggendo vanno giù contemporaneamente. Nell&#8217;immagine una millesima parte delle reazioni sugli altri social network (nello specifico Twitter) dopo alcune ore di down di Friendfeed.com]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono mille ragioni per sostenere che i social network siano strumenti più potenti e di maggior impatto rispetto ai blog. Però c&#8217;è anche da dire che difficilmente i blog di tutti quelli che stai leggendo vanno giù contemporaneamente.</p>
<p><a href="http://www.akille.net/wp-content/uploads/2010/02/twitFFend.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3966" title="twitFFend" src="http://www.akille.net/wp-content/uploads/2010/02/twitFFend.jpg" alt="" width="480" height="211" /></a></p>
<p>Nell&#8217;immagine una millesima parte delle reazioni sugli altri social network (nello specifico <a href="http://twitter.com/search?q=%23Friendfeed" target="_blank">Twitter</a>) dopo alcune ore di down di <a href="http://friendfeed.com/" target="_blank">Friendfeed.com</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ricatti morali</title>
		<link>http://www.akille.net/2010/02/25/ricatti-morali/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 11:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno a un certo punto mi sono posto una domanda: ma come si fa a chiudere l&#8217;account su Facebook? Così mi sono messo a cercare e ho subito trovato la funzione &#8220;disattiva&#8221; tra le impostazioni dell&#8217;account. Allora mi sono chiesto: possibile che sia così facile? Ci ho cliccato sopra e mi sono apparse alcune foto che mi ritraevano insieme a tizio, caio e sempronio, accompagnate dalle frasi &#8220;sei sicuro di voler disattivare il tuo account?&#8221; e poi &#8220;tizio sentirà la tua mancanza&#8221;,&#8221;caio sentirà la tua mancanza&#8221;, &#8220;sempronio sentirà la tua mancanza&#8221;. Ovviamente non l&#8217;ho disattivato. Non ho mica il cuore di pietra, io.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno a un certo punto mi sono posto una domanda: ma come si fa a chiudere l&#8217;account su Facebook? Così mi sono messo a cercare e ho subito trovato la funzione &#8220;disattiva&#8221; tra le impostazioni dell&#8217;account.</p>
<p>Allora mi sono chiesto: possibile che sia così facile? Ci ho cliccato sopra e mi sono apparse alcune foto che mi ritraevano insieme a tizio, caio e sempronio, accompagnate dalle frasi &#8220;sei sicuro di voler disattivare il tuo account?&#8221; e poi &#8220;tizio sentirà la tua mancanza&#8221;,&#8221;caio sentirà la tua mancanza&#8221;, &#8220;sempronio sentirà la tua mancanza&#8221;.</p>
<p>Ovviamente non l&#8217;ho disattivato. Non ho mica il cuore di pietra, io.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti Buzz per Google</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 17:18:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E niente, noi eravamo ancora qui a chiederci se questo GoogleWave si poteva catalogare come flop (a proposito, &#8220;la critica ne ha detto un gran bene, ma al pubblico non è piaciuto&#8221;) che ci è piombato addosso questo Google Buzz. Sarà una nuova mania? Ucciderà Friendfeed? Ammazzerà Twitter? Torturerà Facebook? Farà il solletico a Netlog? Suonerà il citofono a Msn Live per poi scappare? Non lo so, non l&#8217;ho capito e ne sono un po&#8217; infastidito. E il fatto che io sia circondato da gente che ne parla mentre sul mio account non si è ancora attivato non c&#8217;entra niente, ve l&#8217;assicuro. P.s. a proposito, facciamo che tutti i giochi di parole con Buzz ce li spariamo subito e poi basta?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E niente, noi eravamo ancora qui a chiederci se questo <a href="http://www.akille.net/2009/11/04/gugolche/" target="_blank">GoogleWave</a> si poteva catalogare come flop (a proposito, &#8220;la critica ne ha detto un gran bene, ma al pubblico non è piaciuto&#8221;) che ci è piombato addosso questo <a href="http://www.google.com/buzz" target="_blank">Google Buzz</a>.</p>
<p>Sarà una nuova mania? Ucciderà Friendfeed? Ammazzerà Twitter? Torturerà Facebook? Farà il solletico a Netlog? Suonerà il citofono a Msn Live per poi scappare?</p>
<p>Non lo so, non l&#8217;ho capito e ne sono un po&#8217; infastidito. E il fatto che io sia circondato da gente che ne parla mentre sul mio account non si è ancora attivato non c&#8217;entra niente, ve l&#8217;assicuro.</p>
<p>P.s. a proposito, facciamo che tutti i giochi di parole con Buzz ce li spariamo subito e poi basta?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facebook e pastarelle</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 10:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano. La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c&#8217;era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano &#8220;fidanzata/o ufficialmente con&#8230;&#8221; &#8220;Fidanzata ufficialmente&#8221;. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine &#8220;fidanzato ufficialmente&#8221;. Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici &#8220;marito&#8221; e &#8220;signora&#8221;, deprimenti &#8220;compagno&#8221; e &#8220;storia&#8221;, giovanilistici &#8220;fidanzato&#8221; e &#8220;ragazza&#8221;. E invece su facebook la gente si dichiara &#8220;fidanzata ufficialmente&#8221; e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi. Addirittura a un certo punto ho sentito l&#8217;eco di una conversazione che diceva  &#8221;deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l&#8217;oro&#8221;. &#8220;Con loro, con i fidanzati?&#8221; &#8220;No, con l&#8217;oro, con una cosa in ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano.</p>
<p>La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c&#8217;era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano &#8220;fidanzata/o ufficialmente con&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Fidanzata ufficialmente&#8221;. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine &#8220;fidanzato ufficialmente&#8221;.</p>
<p>Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici &#8220;marito&#8221; e &#8220;signora&#8221;, deprimenti &#8220;compagno&#8221; e &#8220;storia&#8221;, giovanilistici &#8220;fidanzato&#8221; e &#8220;ragazza&#8221;.</p>
<p>E invece su facebook la gente si dichiara &#8220;fidanzata ufficialmente&#8221; e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi.</p>
<p>Addirittura a un certo punto ho sentito l&#8217;eco di una conversazione che diceva  &#8221;deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l&#8217;oro&#8221;. &#8220;Con loro, con i fidanzati?&#8221; &#8220;No, con l&#8217;oro, con una cosa in oro, se no non è ufficiale il fidanzamento&#8221;, come si faceva, a volte si fa ancora, in alcune zone del sud.</p>
<p>Un mondo di parole antiche e quasi dimenticate, rinato grazie a uno status su facebook. Che poi quasi sicuramente non è così. Levando pure il quasi. Che magari i &#8220;fidanzati ufficialmente&#8221; hanno impostato lo stato in inglese e &#8220;Engaged&#8221; fa meno impressione.</p>
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		<title>Voltaire reloaded</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 10:32:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ero lì che cazzeggiavo su Friendfeed. Mi è uscita questa. La metto anche qui a futura memoria. &#8220;Lotterò fino alla morte affinché ognuno di noi abbia il diritto di dire sui social network che tempo fa e come si è svegliato, di postare le foto delle case innevate e del suo gatto. E lotterò allo stesso modo affinché gli altri possano allegramente prenderlo per il culo.&#8221;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ero lì che cazzeggiavo su Friendfeed. Mi è uscita questa. La metto anche qui a futura memoria.</p>
<p>&#8220;Lotterò fino alla morte affinché ognuno di noi abbia il diritto di dire sui social network che tempo fa e come si è svegliato, di postare le foto delle case innevate e del suo gatto. E lotterò allo stesso modo affinché gli altri possano allegramente prenderlo per il culo.&#8221;</p>
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		<title>Buone compagnie</title>
		<link>http://www.akille.net/2009/10/22/buone-compagnie/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 09:33:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gilioli sul sito dell&#8217;Espresso commenta la questione &#8220;minacce a Berlusconi su Facebook&#8221; senza dilungarsi troppo e prendendoci abbastanza. Informo che tra gli altri anche Mughini, Bassolino, Mourinho, Moccia, Quaresma, Arisa, Hamilton, Ibrahimovic, Turigliatto, Vasco Rossi, Venditti, Maurizio Mosca, Salvatore Bagni, Giusy Ferreri, Enrico Varriale, Fabrizio Corona, Anna Tatangelo, Luca Toni, Zack Efron, Massimo Mauro, Britney Spears, Simone Perrotta, Max Pezzali, Valentino Rossi, Josè Altafini, i Dari e Topo Gigio condividono con Silvio Berlusconi l’onore di avere gruppi su Facebook che invitano al loro omicidio. Poi la cosa non è ovviamente così semplice, e quando si parla di internet e social network è facile buttarla in caciara. Il sottoscritto ha una vera e propria fissa su come queste cose vengono trattate sui media, e quindi (uscendo dal &#8220;discorso Berlusconi&#8221;) negli archivi trovate varie riflessioni sul fatto che c&#8217;è una tendenza a criminalizzare le piattaforme invece che le persone, un volersi tappare gli occhi di fronte ai modi in cui si la rete ci mostra esposizioni spesso ingenue di opinioni e vizi che vogliamo rimuovere, una certa incapacità nel saper &#8220;pesare&#8221; le comunità che si formano on line.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gilioli sul sito dell&#8217;Espresso <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/10/22/gruppi-su-facebook-piu-inchieste-per-tutti/" target="_blank">commenta</a> la questione &#8220;minacce a Berlusconi su Facebook&#8221; senza dilungarsi troppo e prendendoci abbastanza.</p>
<blockquote><p>Informo che tra gli altri anche Mughini, Bassolino, Mourinho, Moccia, Quaresma, Arisa, Hamilton, Ibrahimovic, Turigliatto, Vasco Rossi, Venditti, Maurizio Mosca, Salvatore Bagni, Giusy Ferreri, Enrico Varriale, Fabrizio Corona, Anna Tatangelo, Luca Toni, Zack Efron, Massimo Mauro, Britney Spears, Simone Perrotta, Max Pezzali, Valentino Rossi, Josè Altafini, i Dari e Topo Gigio condividono con Silvio Berlusconi l’onore di avere gruppi su Facebook che invitano al loro omicidio.</p></blockquote>
<p>Poi la cosa non è ovviamente così semplice, e quando si parla di internet e social network è facile buttarla in caciara. Il sottoscritto ha una vera e propria fissa su come queste cose vengono trattate sui media, e quindi (uscendo dal &#8220;discorso Berlusconi&#8221;) negli archivi trovate varie riflessioni sul fatto che c&#8217;è una <a href="http://www.akille.net/2006/11/30/850/" target="_blank">tendenza</a> a criminalizzare le piattaforme invece che le persone, un <a href="http://www.akille.net/2009/01/08/scarfacebook/" target="_blank">volersi tappare gli occhi</a> di fronte ai modi in cui si la rete ci mostra esposizioni spesso ingenue di opinioni e vizi che vogliamo rimuovere, una certa<a href="http://www.akille.net/2009/09/18/si-ma-quanti-siete/" target="_blank"> incapacità </a>nel saper &#8220;pesare&#8221; le comunità che si formano on line.</p>
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		<title>Ma va?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 08:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E così Bill Gates, il genio dell&#8217;informatica, il nerd prodigio, l&#8217;uomo che ha prodotto sistemi utilizzati ogni giorno da milioni di persone, ha annunciato la chiusura del suo profilo su Facebook perché avrebbe capito che &#8220;se non stiamo attenti, le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo&#8221;. Dite la verità: quanta soddisfazione dà aver afferrato un concetto molto prima di uno degli uomini più ricchi e famosi del mondo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E così Bill Gates, il genio dell&#8217;informatica, il nerd prodigio, l&#8217;uomo che ha prodotto sistemi utilizzati ogni giorno da milioni di persone, ha annunciato la chiusura del suo profilo su Facebook perché <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_luglio_27/gates_facebook_chiude_profilo_9df1adfc-7abb-11de-8f8b-00144f02aabc.shtml" target="_blank">avrebbe capito che</a> &#8220;se non stiamo attenti, le tecnologie possono trasformarsi in una perdita di tempo&#8221;.</p>
<p>Dite la verità: quanta soddisfazione dà aver afferrato un concetto molto prima di uno degli uomini più ricchi e famosi del mondo?</p>
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		<title>Puf, e il tuo internet non c&#8217;è più</title>
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		<pubDate>Tue, 05 May 2009 07:34:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Akille</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche anno fa (sono passati 5 anni, ma non mi sembra esagerato parlarne come se fosse passata una vita) ho fatto parte di una consistente ondata di persone che decisero di non limitarsi a navigare il web, ma di aprire uno spazietto on line per pubblicare idee, testi, cazzatine varie. A dire il vero io pubblicavo già qualcosa sul web, ma per lavoro, e non è la stessa cosa. L&#8217;ondata di cui ho fatto parte era stata sicuramente stimolata dalla diffusione di servizi gratuiti di blogging, che hanno permesso a migliaia di persone di approcciare il fenomeno (ricordate quei mesi in cui Splinder lanciava a raffica una serie di annunci come: &#8220;Siamo 10.000&#8243; &#8220;Siamo 20.000&#8243; &#8220;Siamo 30.000&#8243;?). Una cosa che ricordo è che ad un certo punto cominciò a circolare il disagio per il fatto di affidare tutto questo flusso a dei servizi gratuiti. Ma di chi sono i miei testi? Cominciò a chiedersi qualcuno che pubblicava racconti. Di chi è la responsabilità di quello che scrivo? Disse un altro che scriveva piccoli editoriali e diffondeva notizie. Ma lo sapete che possono cancellare tutto anche senza preavviso? Comunicò un alto ancora che si era letto i termini del regolamento. Una buona parte di quelle persone pensò di risolvere il problema passando da un servizio gratuito ad uno a pagamento, altri se ne fecero una ragione e finì lì, lo considerò probabilmente un rischio da correre, pensò forse (e a ragione) che non era nè il primo nè l&#8217;unico servizio gratuito e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche anno fa (sono passati 5 anni, ma non mi sembra esagerato parlarne come se fosse passata una vita) ho fatto parte di una consistente ondata di persone che decisero di non limitarsi a navigare il web, ma di aprire uno spazietto on line per pubblicare idee, testi, cazzatine varie. A dire il vero io pubblicavo già qualcosa sul web, ma per lavoro, e non è la stessa cosa. L&#8217;ondata di cui ho fatto parte era stata sicuramente stimolata dalla diffusione di servizi gratuiti di blogging, che hanno permesso a migliaia di persone di approcciare il fenomeno (ricordate quei mesi in cui <a href="http://www.splinder.com" target="_blank">Splinder</a> lanciava a raffica una serie di annunci come: &#8220;Siamo 10.000&#8243; &#8220;Siamo 20.000&#8243; &#8220;Siamo 30.000&#8243;?).</p>
<p>Una cosa che ricordo è che ad un certo punto cominciò a circolare il disagio per il fatto di affidare tutto questo flusso a dei servizi gratuiti. Ma di chi sono i miei testi? Cominciò a chiedersi qualcuno che pubblicava racconti. Di chi è la responsabilità di quello che scrivo? Disse un altro che scriveva piccoli editoriali e diffondeva notizie. Ma lo sapete che possono cancellare tutto anche senza preavviso? Comunicò un alto ancora che si era letto i termini del regolamento.</p>
<p>Una buona parte di quelle persone pensò di risolvere il problema passando da un servizio gratuito ad uno a pagamento, altri se ne fecero una ragione e finì lì, lo considerò probabilmente un rischio da correre, pensò forse (e a ragione) che non era nè il primo nè l&#8217;unico servizio gratuito e non garantito a cui avrebbero affidato una parte della loro vita. Ma parliamo per lo più di utenti &#8220;sgamati&#8221;, spesso interessati a internet in maniera professionale e di solito molto attenti alle discussioni e alle problematiche della rete.</p>
<p>Quando ho visto <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/05/04/oggi-denuncio-facebook/" target="_blank">questo post di Zambardino</a>, che è il più linkato e probabilmente il più letto in questi giorni, in cui annuncia una denuncia contro Facebook perché gli è stato cancellato l&#8217;account senza preavviso e senza motivo apparente, ho pensato: ecco, ci siamo.</p>
<p>E mi è sembrato anche ironico che un giornalista attento al web e presente in rete da tanto tempo potesse innescare questa problematica: vedere come possono reagire non le migliaia di blogger di 5 anni fa, ma i milioni di utilizzatori di Facebook di adesso. Persone che danno per scontato che ci sia una cosa sulla quale mettere foto e parlare con i propri amici, senza farsi troppi problemi. Che potrebbero ritrovarsi sbattuti fuori da un social network, che nemmeno se lo immaginano, visto che magari finora di internet usavano solo la mail e i siti dei grandi quotidiani.</p>
<p>Gente che magari è arrivata sul 2.0 da poco, ma non mi sembra possa cascare nella giustificazione del &#8220;beh, non paghi, cosa vuoi pretendere?&#8221; Gente della quale  sono curioso di sapere se scrollerà le spalle e dirà: ah, tutte quelle foto che metto e tutte quelle cose che scrivo e tutta quella vita che racconto possono sparire da un momento all&#8217;altro? Fa niente. Oppure se sarà disposta a pagare per evitare questo inconveniente. Oppure se, chi lo sa.</p>
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