social network

Facebook e pastarelle

A proposito di Facebook, ieri stavo cercando di far apparire anche da me la nuova versione di cui tutti parlavano, quando ho fatto uno di quei tentativi  che ogni tanto funzionano: ho cambiato la lingua da inglese a italiano.

La cosa ha avuto il suo effetto e, mentre girovagavo per vedere cosa c’era di di diverso con la nuova grafica, ho notato che in italiano le situazioni sentimentali di alcuni dei miei contatti recitavano “fidanzata/o ufficialmente con…”

“Fidanzata ufficialmente”. Avete capito? Tutti a sproloquiare su quanto internet e i social network siano devastanti per le coppie e per le relazioni, a dipingere facebook come una macchina sfasciafamiglie, come specchio di una società triste e solitaria e questi addirittura riabilitano il termine “fidanzato ufficialmente”.

Da quanto era che non lo sentivate dire? Da quanto tempo voi e i vostri conoscenti eravate in imbarazzato equilibrio tra ironici “marito” e “signora”, deprimenti “compagno” e “storia”, giovanilistici “fidanzato” e “ragazza”.

E invece su facebook la gente si dichiara “fidanzata ufficialmente” e subito la cosa profuma di pastarelle comprate in pasticceria la domenica mattina, sveglie per arrivare a pranzo a un orario decente e non in pigiama, conversazioni controllate con il padre di lei, complimenti alla cucina della madre di lui, i genitori che si  incontrano per conoscersi.

Addirittura a un certo punto ho sentito l’eco di una conversazione che diceva  ”deve andare il padre di lui dai genitori di lei con l’oro”. “Con loro, con i fidanzati?” “No, con l’oro, con una cosa in oro, se no non è ufficiale il fidanzamento”, come si faceva, a volte si fa ancora, in alcune zone del sud.

Un mondo di parole antiche e quasi dimenticate, rinato grazie a uno status su facebook. Che poi quasi sicuramente non è così. Levando pure il quasi. Che magari i “fidanzati ufficialmente” hanno impostato lo stato in inglese e “Engaged” fa meno impressione.

Voltaire reloaded

Ero lì che cazzeggiavo su Friendfeed. Mi è uscita questa. La metto anche qui a futura memoria.

“Lotterò fino alla morte affinché ognuno di noi abbia il diritto di dire sui social network che tempo fa e come si è svegliato, di postare le foto delle case innevate e del suo gatto. E lotterò allo stesso modo affinché gli altri possano allegramente prenderlo per il culo.”

Buone compagnie

Gilioli sul sito dell’Espresso commenta la questione “minacce a Berlusconi su Facebook” senza dilungarsi troppo e prendendoci abbastanza.

Informo che tra gli altri anche Mughini, Bassolino, Mourinho, Moccia, Quaresma, Arisa, Hamilton, Ibrahimovic, Turigliatto, Vasco Rossi, Venditti, Maurizio Mosca, Salvatore Bagni, Giusy Ferreri, Enrico Varriale, Fabrizio Corona, Anna Tatangelo, Luca Toni, Zack Efron, Massimo Mauro, Britney Spears, Simone Perrotta, Max Pezzali, Valentino Rossi, Josè Altafini, i Dari e Topo Gigio condividono con Silvio Berlusconi l’onore di avere gruppi su Facebook che invitano al loro omicidio.

Poi la cosa non è ovviamente così semplice, e quando si parla di internet e social network è facile buttarla in caciara. Il sottoscritto ha una vera e propria fissa su come queste cose vengono trattate sui media, e quindi (uscendo dal “discorso Berlusconi”) negli archivi trovate varie riflessioni sul fatto che c’è una tendenza a criminalizzare le piattaforme invece che le persone, un volersi tappare gli occhi di fronte ai modi in cui si la rete ci mostra esposizioni spesso ingenue di opinioni e vizi che vogliamo rimuovere, una certa incapacità nel saper “pesare” le comunità che si formano on line.

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