sport

Una volta uno ha segnato

Per tutti noi che alle partite dopo la scuola ci sceglievano per ultimi (“e vabbè, io mi prendo Achille”), per tutti quelli che si incazzano quando vedono i genitori incazzarsi alle partite dei figli, per tutti quelli che non hanno paura che gli esploda lo schermo del computer per eccesso di tenerezza… il documentario L’equip petit, storia di una squadra di bambini che in tutto il torneo ha subito 271 gol, segnandone solo 1.

l’equip petit from el cangrejo on Vimeo.

(lo linkano in parecchi, io l’ho visto su Il Post)

Liberati

A dimostrazione e chiosa di quanto scritto qualche giorno fa, cioè che l’Inter si è definitivamente liberata dal suo essere un luogo comune della comicità, basterebbe la playlist post-vittoria diffusa ieri sera nello stadio di Madrid.

Prima di tutto l’inno: quel Pazza inter amala che ai tempi aveva come sottotesto il fatto  che l’Inter era pazza davvero, faceva delle grandi cazzate e comunque gli interisti dovevano amarla lo stesso. Adesso suona dolce e ironica come una canzone d’amore con la quale hai sofferto tanto, ma ora stai cantando insieme alla tua nuova fiamma, più bella e più simpatica.

E poi quella doppietta di canzoni cantate da interisti illustri, una di Ligabue e una di Biagio Antonacci. La prima era Libera nos a malo, la seconda Liberatemi. Troppo facile trovare un filo rosso fatto di una maledizione interrotta e di una gabbia spezzata. Liberati e contenti. Liberati e vincenti.

Adesso però fermatevi un attimo, amici interisti, che rischiate di diventare antipatici e noiosi come  il  Milan di Capello o la Juve di tanto tempo fa. E non vi fa bene, fidatevi.

Vivere nel fuorigioco e attendere

C’è un partito trasversale che ogni tanto riemerge, spinto dalla forza del suo punto di riferimento, dalle sue continue rinascite, dal suo scacciare la vecchiaia.

Un partito che non gode dei consensi generali, e subisce molte critiche, e non si incontra in riunioni e conferenze, perché è fatto di gente che non si conosce e spesso non si riconosce. Un partito che ad un certo punto però si ricompatta grazie alle dichiarazioni di chi ne fa parte.

Il partito è quello di chi sostiene che Pippo Inzaghi sia uno dei più grandi attaccanti della storia.

Ed è un partito fatto di gente che ama Inzaghi anche se non lo vede più militare  nella sua squadra (come in questo articolo di Christian Rocca del 2001) o di gente che non ce l’ha avuto mai (come in questo post di Numero 6, dal quale è tratto il titolo).

E chi non capisce, pazienza.

1 2  Scroll to top