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Era meglio farlo con King, Soldatino e D’Artagnan

Una delle caratteristiche dei Mondiali è che ti ritrovi a pensare esattamente quello che stanno pensando milioni di persone nello stesso momento.

Per esempio l’altra sera, mentre Cristiano Ronaldo usciva tristo e sputacchiante dal campo dopo l’eliminazione del suo Portogallo, tutti noi che ci eravamo esaltati per il sontuoso spot Nike “Write the future” abbiamo pensato: ecco, è uscito anche l’ultimo, li hanno azzeccati proprio bene i testimonial.

A dare immagini a questi pensieri il video che metto qua sotto, un prodotto artigianale un po’ grezzo che però mette in fila tutti quelli che da protagonisti dello spot dovevano diventare protagonisti di un Mondiale che già dai quarti stanno vedendo da casa.

(trovato su IlPost)

Bar Spot

Giusto per correttezza: visto che avevamo segnalato lo spot Nike Write the future, ecco lo spot Adidas per i mondiali, con dentro qualsiasi cosa (e non è un modo di dire) da Beckham a Obi Wan Kenobi, da Gallagher a Snoop passando per i Daft Punk.

Notevole la sfiziosità. Ma temo vinca quello Nike per l’epica coattanza.

Ronal-Doh!

Scusate se cado dal pero, ma non avevo ancora visto la versione estesa (3 minuti) dello spot Nike Write the future.

Mentre lo facevo la bocca mi si spalancava per l’incredibile quantità di cose infilate dentro quel tempo così ristretto e per la ricchezza talmente ostentata da risultare artistica. Il classico esempio della pubblicità che non merita di essere interrotta dal resto della televisione.

E tutto questo senza volersi dilungare sullo spezzone dedicato all’Italia, dove veline e studi televisivi hanno sostituito pizza e mandolino come simboli nazionali.

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