sproloqui

La sincera analisi del voto

Cari elettori e care elettrici, in qualità di segretario/portavoce/esponente di rilievo del partito devo chiedervi di diffidare dalle frettolose analisi relative alle recenti amministrative. Voglio dire: viviamo in un paese in cui non abbiamo capito chi ha messo delle bombe 30 anni fa e non sappiamo se era valido, non dico il gol di Muntari, ma nemmanco quello di Turone. E allora da dove viene tutta ‘sta prescia di scoprire nell’arco di mezza giornata chi ha vinto delle elezioni locali? Anche perché, e lo dico solo come notazione veloce, è davvero strumentale cercare di trarre un dato politico da elezioni che si sono svolte proprio in quei municipi dove non ci potevano vedere, mentre secondo tutti i sondaggi noi eravamo fortissimi in tutti quei Comuni dove non si è votato. E dovete ammettere che questa è sfiga. Inoltre è solo per signorilità che glisserò su questioni che comunque hanno pesato, tipo che a noi di queste elezioni comunali non importava niente, anzi che questi Comuni in cui si è votato non ci sono proprio mai piaciuti, ma facevamo finta che ci interessassero solo per far ingelosire quel Comune biondino della II A. Voglio però tranquillizzarvi: non stiamo affatto sottovalutando questo voto in quanto spia di un fenomeno inquietante che sta diffondendo nel paese un’idea, antidemocratica e pericolosa, come quella per cui se non facciamo le cose potete anche non votarci. Per questo noi vi chiediamo di non cedere alle sirene degli elettori che hanno pretese, di darci il tempo necessario e di avere fiducia: dibatteremo su questi risultati elettorali, ci riuniremo in congresso, cambieremo nome al partito e pubblicheremo un poderoso tomo di centinaia di pagine che nessuno leggerà. E sarà un vero peccato, perché a circa tre quarti del volume scriveremo, per lavarci la coscienza, quello che non ammetteremo mai in un’intervista televisiva o in una conferenza stampa. Cioè che non ce stamo più a capi’ un cazzo, ma da mo.

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