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  1. E questo spiega molte cose

    24 febbraio 2010 / 1 Comment

    Io vi giuro che volevo smetterla di parlare di Sanremo già tre post fa. Ma magari vi siete persi (io me l’ero persa, e l’ho trovata su Wittgenstein) la parodia del Trio Pupo-Savoia-quell’altro fatta da Elio e le storie tese.

    Al solito definitiva (io almeno spero molto che lo sia).

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  2. Non ne usciamo più

    23 febbraio 2010 / Leave a comment

    Alle 23.12 di sabato notte, Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici per i televotanti avevano vinto il Festival di Sanremo, con 212.482 voti, pari al 32,95% di tutte le preferenze espresse dal pubblico. Poi c’è stata un’onda anomala che ha travolto tutto, facendo emergere Valerio Scanu come vincitore.

    Qui si va oltre la battuta di Bottura. Secondo quanto svelato dall’Avvenire, venuto in possesso dei tabulati telefonici (ma dimmi tu, con tutti i peccati del mondo), per la seconda volta nella storia d’Italia i fans e gli oppositori dei Savoia potranno scannarsi per anni sull’irregolarità del voto decisivo.

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  3. Sanremo. Canzone. Festival della.

    21 febbraio 2010 / 5 Comments

    Non ho visto tutto Sanremo, ma ne ho visto abbastanza (anche grazie alla fruizione divertente che se ne può fare tramite i social network) per azzardare un paio di osservazioni. Sicuramente non molto originali. E lunghe, in quanto scritte al volo. Ma si fa così, per condividere.

    Il festival in quanto festival della canzone è morto. Non stava bene da tempo, a dire il vero. La definizione aveva un senso quando la stessa canzone la cantavano in più cantanti, e si poteva dire che vincesse quella. Già  ne aveva meno negli anni 80/90, quando ogni anno il festival aveva un big un po’ più big degli altri (come i Pooh o Cocciante) e si sapeva chi avrebbe vinto un mese prima.

    Ma a dare le ultime badilate in testa al festival della canzone è stata la combinazione tra il televoto e i reality show. Quello che è successo nell’ultima edizione è sotto gli occhi di tutti: il vincitore viene da Amici (per il secondo anno di fila), il secondo da Ballando con le stelle (ma è riduttivo, è anche uno che è riuscito a creare un caso con una canzone della quale dovremmo parlare a parte), il terzo da X-Factor, da dove arriva anche il vincitore dei giovani.

    Non facciamoci ingannare dall’orecchiabilità della canzone vincitrice (nei prossimi mesi sarà impossibile invitare una ragazza al lago sembra farla sembrare una proposta sessuale), dalla quarta alla decima posizione c’erano canzoni non solo più belle, ma anche più “sanremesi”. Nessuno però aveva in dote un pubblico pronto a votare più e più volte via sms, perché è abituato a farlo ogni settimana per il suo programma preferito, indipendentemente dal brano cantato. Finché le cose andranno così, delle canzoni in sé alla classifica finale fregherà niente.

    Il festival come evento televisivo, invece, è più vivo che mai. E forse bisogna anche dare un po’ di merito alla conduttrice. Criticata, goffa, normale, noiosa, non fa simpatia. Sulla Clerici sanremese ne hanno dette tutti di tutto. Ma gli ascolti danno ragione a lei. E senza effetti speciali.

    Ieri sera c’è stato un consistente pezzo di finale che ha tenuto inchiodati milioni di telespettatori con, in sequenza: parata di volti di Rai1 che pubblicizzavano i loro programmi futuri, elettricisti e tecnici della Rai sul palco applauditi e premiati, Costanzo che lancia il suo nuovo programma Rai improvvisando un Costanzinosciò con gli operai, i bambini cresciuti della Clerici, la Clerici che canta in extremis letagliatelledinonnapina. Roba che probabilmente Bonolis stava a casa a chiedersi “ma davvero si possono fare ascolti con questo materiale?”

    Unite a tutto questo altri pezzi di festival fatti con ospiti che in realtà erano lì a promuovere fiction Rai, sconosciuti per i quali ci siamo dovuti fidare nel crederli iballerinidimaicolgecson, il cachet della Clerici notevolmente più basso di quello dei suoi predecessori e il primo festival fatto senza co-conduzioni, super-comici, spalle e vallette, e avrete un solo risultato.

    Ha vinto Antonellina. Ora può fare quello che vuole, da riprendersi La prova del cuoco a chiedere la presidenza di una Regione. E se il principe Filiberto si riprende il posto di famiglia a colpi di ospitate televisive, potrebbe anche fare il Primo Ministro.

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  4. Un’immagine vale più

    16 febbraio 2010 / 1 Comment

    Ieri sera su Friendfeed mi sono imbattuto in un’immagine catturata dal blogger Pop Topoi (uno che come descrizione scrive “Watchdog della decadenza pop contemporanea, semiotico del Fattore X”).

    Ovviamente spuntano già versioni alternative dell’immagine in cui Vespa viene sovrapposto alle immagini dell’attentato di Dallas o associata alle parole di De Niro in Taxi driver.

    Si prevedono possibili capolavori di digital art in arrivo.

    (AGGIORNAMENTO: qui e qui qualche esempio)

    Posted in Tele-visioni
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