ventennale Jovanotti For President

Ammettere i propri fallimenti

Insomma, diciamocelo: un segno di maturità è accettare senza nascondersi gli immancabili momenti in cui ti rendi conto che una cosa che pensavi che potesse diventare chissa che, in realtà non ha raggiunto lo scopo, anche quando questo scopo non era particolarmente definito.

All’inizio del 2008, ho lanciato da questo blog un’idea. Un po’ futile e cazzona, ma l’ho lanciata. Ovvero: visto che tutti stavano già ammorbando con l’anniversario del ’68, perchè io non potevo ammorbarvi un po’ con l’anniversario dell’uscita di Jovanotti for president?

Ho fatto un paio di post, ho aperto un MySpace (all’epoca andava ancora MySpace, chissà se oggi con Facebook avrei avuto più risultati?), ho raccolto un po’ di commenti, un po’ di mail, qualche centinaio di amici del profilo. Considerando com’era partita, cioè a fischio (come si dice dalle parti mie), la cosa ha avuto anche un certo seguito, è stata citata su Radio2, su Mtv da Carlo Pastore (Carlo pastore ragazzi, non so se mi spiego), sul sito ufficiale di Jovanotti. Lorenzo stesso l’ha saputo quasi subito, e quindi il primo step è stato raggiunto quasi all’istante.

E però, l’anno sta finendo, e non è successo quello che doveva succedere, cioè Jovanotti ha continuato ad approcciare il suo esordio con quella divertita distanza che già usava prima, con qualche citazione dal vivo o in occasioni speciali, ma non s’è vista l’ombra dell’auspicata celebrazione, del festone all’acquafan con lui con il cappellino a rifare The Rappers o Gimme five 2. Nemmeno un album di remix, cose così.

Ora non è che io stia qui a strapparmi i capelli o a piangere, c’è gente che ha sogni di una vita che sfumano, persone che fanno business plan di 100 pagine e non approdano a nulla. Io in fondo stavo regalando un’idea dalla quale non me ne sarebbe venuto niente,  stavo cercando di provocare un movimento di cose per puro sfizio.

Non è successo, e fa niente. Volevo solo ricordarlo a me stesso, e non far finta di nulla. Le decine di commenti e di messagi sullo Space pieni di sorrisi, ricordi, pacche sulle spalle, Yo e siamo o non siamo un bel movimento e lacrimucce di commozione, rimangono comunque.
Gimme five lo stesso a tutti, e buon ventennale.

I wanna see i wanna hear

Premetto: è una cazzata, o meglio per dirla come l’avrebbero detta ai tempi di cui si parla, una tavanata galattica. Ma ieri sera guardavo la replica di Deejay chiama Italia con Jovanotti che parlava dei tempi del suo boom, e pensavo che per tutti questo 2008 sarà l’anno in cui rievocare i 40 anni dal fondamentale ’68, mentre per me sarà l’anno del ventennale dell’uscita di Jovanotti For President. E mi è venuta l’idea, sciocchina lo ammetto, di lanciare qualcosa, non so, una lettera aperta, una petizione, una campagna, per chiedere a Jovanotti di fare un concerto in cui suoni almeno Gimme Five, Gimme Five 2, Go Jovanotti Go, é qui la festa, Walking e tre pezzi di Gino Latino. Io ci metterei pure The Indian di Jeronimo. Ma sarebbe chiedere troppo, forse.

Aggiornamento: mi segnalano che Luca Sofri ha riferito questo appello a Jovanotti ospite su Radio2. Sofri vince una birra (o quello che beve, che non lo so). Forza ragazzi, crediamoci!

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