Verga

Il codice Verga

Sarò infantile, ma a me la discussione su cosa siano i lupini dei Malavoglia diverte sempre. Ricapitolando, io ho pensato per anni che fossero semini, finchè qualcuno non mi ha detto “ma sei scemo, sono tipo delle vongole”. Da lì sono derivati un paio di post, parecchio commentati.
Ovviamente altri in rete ne dibattevano già e hanno continuato a farlo, e ieri il tema è tornato in una trasmissione di Radio Rai.

Alla fine sembra che non ci sia modo di venirne a capo, o  meglio che nel romanzo non sia spiegato, e che nessuno abbia un’argomentazione realmente definitiva, per cui ognuno continua a pensare di aver ragione (che cosa strana).
Io, dopo parecchi giri, ormai propendo per i semini, e tanti saluti. Poco fa, a mio vantaggio, ho trovato questa commentatrice del blog di Condor, che ha riportato una nota del SuperBur dei Malavoglia.

Capitolo I, pagina 121, nota n. 34:” Lupini: si tratta del lupinus albus, pianta erbacea delle leguminose. I suoi semi, piatti, tondeggianti, di colore giallastro, vengono messi in acqua e sale e poi venduti come commestibili; se ne estrae anche una fecola venduta in farmacia.”

Questa mi sembra la cosa più vicina ad una chiusura della discussione, insieme alla teoria di Malingut, secondo la quale i lupini dei Malavoglia sono come la valigetta di Pulp Fiction.

Nel frattempo, secondo il volantino del supermercato vicino a casa mia, i lupini intesi come tiponaspeciedivongole sono in offerta a 2,90. Quasi quasi.

‘sti benedetti lupini

Denny ci scrive per lasciare una testimonianza diretta di un’altra vittima del grande mistero dei lupini dei Malavoglia.

“allora la mia prof quest’anno ha detto: “i lupini sono molluschi,tipo vongole, essendo i malavoglia pescatori… dovevate immaginarlo”.
qualche ora fa ho sostenuto l’esame di maturità, e che mi chiedono?… COSA SONO I LUPINI?… io risp come la mia prof, e invece la prof esterna si mette a ridere e dice “sono legumi”.
io ancora non l’ho capito……
solo Verga sa cosa scriveva.”

Insomma, che qualcuno faccia qualcosa, che ci si pronunci ufficialmente. Che intervenga il Ministro dell’Istruzione, o almeno quello delle Politiche Agricole.

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