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Attenti alla privacy

Non mettete nome e cognome sui social network, piuttosto usate un nick per proteggere la vostra privacy, consigliano dalle parti del garante alla privacy stessa.

Giusto consiglio, e io ne aggiungo un altro: ricordatevi, quando piacchiate qualcuno per mettete il video su youtube, di non inquadrare la vostra faccia, ma di tenere ben ferma l’inquadratura sulla vittima, che se vi riconoscono la vostra privacy poi che fine fa?

(e comunque io sulla prima parte di questa notizia -in sintesi, profili dei social network chiusi alle ricerche dei motori- sono anche d’accordo. Il resto mi lascia perplesso. Ma quando tutti gli internettari stavano nascosti dietro ad un nickname, non si diceva che il problema era proprio quello? Puntare tutto sulla consapevolezza no, eh?)

7 passi nel capolavoro (vieni pure tu nella Pappon’s crew)

Attenzione: questo che sto per postare qua sotto è un video demenziale e decisamente volgare. Se lo ascoltate mentre avete intorno colleghi, o parenti e amici, molto probabilmente non ci farete una bella figura, sappiatelo.
Altro avvertimento: anche se siete da soli, o avete le cuffie, probabilmente sarete voi a non avere una buona opinione di me, e vi chiederete perchè l’ho postato. In fondo non sembra niente di diverso dalle decine di video amatoriali e cazzoni che girano sul tubo.
Ma facciamo così, voi guardatelo, tanto dura poco più di un minuto. Poi vi dico perché secondo me in questo video ci sono 7 cose che lo rendono un capolavoro, in un certo suo assurdo modo.

Ecco, l’avete visto? Sì, lo so, lo so. Però, ormai che avete perso questo minuto, ecco i 7 motivi.

1 – Innanzitutto, questo video è suo modo un capolavoro per il semplice fatto che sta su internet. Voglio dire, non c’è razionalmente un motivo per metterlo on line. Non è il classico video divertente, chi l’ha fatto non ci fa una gran figura. Non sono rispettati i classici canoni di bellezza e abilità. Eppure buca, gira su Facebook, e io canticchio questa canzone da giorni. Perchè? Non si sa.

2 – Andando alla ricerca di qualche spiegazione più razionale, c’è un secondo motivo: lo sprezzo del pericolo. Possibile che tu non abbia considerato il rischio che le tipe che arrivano da Milano potrebbero vedere questo video? Quale potrebbe essere la loro reazione sapendo che il simpatico ragazzo, con il quale hanno magari teneramente inciuciato, registrava video in cui aspettava il loro arrivo con il coso in mano per poterlo inserire nell’unico orefizio che fa rima con disumano? Per non parlare dei genitori delle tipe che vengono da Milano. Magari sono amici dei genitori di lui. Pensa all’urlo disumano.

3 – Il tipo a sinistra del protagonista. Guardatelo. Balla come può. Non dice una parola, non si capisce che ruolo abbia. Insomma, è il Mauro Repetto del web 2.0.

4 – Lei, la tipa a destra. Semplicemente perfetta, nelle sue entrate, nelle sue movenze, nel suo spalleggiare il compare in attesa delle tipe da Milano. Una performer con una sola mancanza: un briciolo di solidarietà femminile.

5- Ancora lei. Che dopo aver esaltato e supportato ogni volgarità del protagonista, si dissocia pubblicamente appena scatta un minimo ammiccamento omosex. Perché va bene stare in un video demenziale e volgare. Ma non sia mai che si pensi che c’hai n’amico frocio.

6 – La voce fuoricampo della tizia che dice: “è veramente orribile”. L’ho risentita più volte, e per tempistica, risultato e impostazione viene difficile pensare che sia intervenuta a caso. Siamo dalle parti della sigla di Blob.

7 – Ma, alla fine, il motivo principale per cui questo video è a suo modo un capolavoro, è uno. Se volete un motivo provinciale, meschino, un po’ limitato: l’impressione che se a quell’età stai in barchetta a Filicudi, probabilmente tra qualche anno sarai un manager, un medico, un professionista, magari un politico. Ci sta, come ci sta a quell’età fare qualche cazzata o qualche tamarrata di dubbio gusto. Le si fanno, e si dimenticano. Peccato che questo sia il tempo dell’user generated content. E quelle tamarrate e quelle cazzate che una volta vivevano nei ricordi di poche persone o al massimo in qualche foto ingiallita, ora potrebbero rispuntare sotto forma di video, a ricordarti quando stavi nella Pappon’s crew.

Ma ora, bando alle ciance, datemi il fans club, e almeno un’extended version.

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