Cult spot gulp trash

Complimenti a quei pubblicitari che riescono a scrivere spot senza attingere a giochi di parole e armamentari trash triti e ritriti (a proposito, mi è sembrato di vedere la reclamè di un formaggio basato sull’abbinamento tra le pere in quanto frutto e in quanto procace davanzale di una soubrettina) ma piuttosto pescando nel cult fresco fresco.
Congratulazioni perciò ai creativi che hanno inventato, per lo spot radiofonico di un’automobile, una serie di interviste sceme ad una sfilza di ragazze che rispondono in puro stile “The club“.
Ma soprattutto abbracci fraterni ai copywriter che, per pubblicizzare un nuovo smacchiatores/sgrassatore spray, hanno tirato fuori un cuoco-venditore che somiglia tanto, ma proprio tanto, al nostro amato Chef Tony.

16 Responses to Cult spot gulp trash
  1. gio Rispondi

    L’ho vista!!
    Maledetti… cacarella a vita su di loro!

  2. Achille Rispondi

    Gio, non essere cattivo con loro. Probabilmente siamo affratellati con costoro, e anche loro passeranno le loro notti ipnotizzati davanti al monitor a guardere lo chef tony che taglia barattoli di conserva e scarpecolcarrarmato.

  3. Noantri Rispondi

    Aspetta un momento!
    Aspetta un momento!
    Aspetta un cacchio di momento!

    Soubrettina?
    Soubrettina?
    Quella che tu chiami soubrettina- mio caro invidiosone – è Federica Ridolfi, che per quanto mi riguarda ha maggiore valore INTRINSECO della Madonna.
    [Ste]

  4. Achille Rispondi

    Hai ragione Noantri, sono un invidiosone. Vorrei anche io avere le pere della Ridolfi. Avrei giusto qualche problema ad adeguare il mio guardaroba.

  5. asha Rispondi

    il gorgonzola! quale sobrio esercizio di stile! ma mi ci gioco quello che vuoi che vende. vende un sacco.
    perché da noi le pere tirano molto più del cervello. :]

  6. Achille Rispondi

    Asha, è che in 30 secondi è facile mostrare le pere, il difficile è mostrare il cervello (oddio, ora che ci penso, non è proprio quello il mestiere del pubblcitario?)

  7. asha Rispondi

    no! il mestiere del pubblicitario è fare le marchette al cliente per campare. essere intelligenti è molto più facile di quanto pensi :)

  8. severine Rispondi

    Una cosa sono le pere, un’altra ben distinta, e distante, è il fake-chef-tony.
    La prima non è degna di commento, ma mi puzza di presa di posizione da parte di cliente giovialone, ammiratore sfegatato di boldi e de sica.
    La seconda è, a mio modesto parere, un capolavoro concettuale, dove la pubblicità “classica” cita la pubblicità “trash” (televendite e affini), ottenendo un effetto snobbissimo.

    (però non ho capito se stai dicendo che ti è piaciuta oppure no)

  9. Achille Rispondi

    Oh, ma mi fate così destabilizzante? Complimenti. Abbracci fraterni. Pescando nel trash fresco fresco. Che altro devo dire per dirvi che ho apprezzato l’intento?

  10. Nebbioso Rispondi

    c’è chi dice che non resta più nulla da inventare…ma almeno mettersi d’impegno per trovare qualcosa di meno usurato…povera Jessica! :)

  11. davide-k Rispondi

    stai calmo achì…

  12. Noantri Rispondi

    Mi farò installare le pere della Ridolfi, così mi palpo da solo, tiè. E a te non te ne lascio neanche un po’.
    [Ste]

  13. Domiziano Galia Rispondi

    Che tra l’altro quei coltelli tagliano da Dio. Lo dico per prova provata.

  14. gio Rispondi

    GIU’ LE MANI DA CHEF TONY!

  15. davide-k Rispondi

    stai calmo giò…

  16. marco Rispondi

    ah! lo chef tony! le mattinate di domenica mentre faccio colazione, lui che affetta il pomodoro e lo spatascia col coltellone, io che mi ricordo che non ho neanche un pomodoro da mangiare in frigo…
    ah!

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