Io so cosa non sai, tu sai cosa non so

Stavo per lasciarmi un commento al post di due giorni fa, ma siccome veniva un po’ lungo ho pensato: “ehi, ma questo blog è mio!” così ho deciso di scriverlo qua. In soldoni, volevo dire che io ultimamente, oltre a non guardare i reality, non guardo nemmeno i telegiornali.

Lo dico perché  nel caso dei telegiornali sono abbastanza sicuro che non si tratti nè di problemi di tempo nè di snobismo, ma proprio di mancanza di necessità. Io i telegiornali non li guardo perché dopo essermi svegliato con i radiogiornali, aver dato un’occhiata ai giornali, una letta alle notizie segnalate da feed e blog, uno sguardo a qualche video di youtube, mi sembra che le notizie dei tg siano vecchie e superflue, e dopo poco cambio canale. Lo dico perché ad esempio quando mi capita di vedere Sky Tg 24 invece ci rimango più a lungo (a proposito, avete anche voi l’impressione che le notizie date da SkyTg24 nello stesso tempo siano di più di quelle dei tg delle generaliste? Non dico migliori o dette meglio, proprio di più).

Lo scrivo perché so che in molti di voi probabilmente fanno la stessa cosa. Perché i tg non piacciono, perché vedono quelli stranieri che sono migliori, perché orgogliosamente dicono “io non ho il televisore”, perché per scelta vogliono spegnere la tv e dire “io non ci sto”.

Non c’è niente di male, anzi, sono belle scelte. Però io, a non guardare i tg, provo un certo senso di disagio. Perché io posso anche convincermi di essere nella parte più e meglio informata del Paese (o almeno nella parte bassa della parte) però ho come l’impressione che non sapere cosa sanno gli altri, quelli che incontri tutti i giorni per strada o al supermercato, in che modo gli viene raccontata l’Italia, cosa sentono ogni giorno sul mondo, quali sono le opinioni che quotidianamente gli vengono sottoposte, presenti qualche rischio.

Insomma, uno ha tutto il diritto (e forse sarebbe anche un dovere) di dire: sapete che c’è tenetevela voi la vostra informazione incompleta e spesso ridicola, io vi saluto e me ne disinteresso. Ma quando il “voi” è formato da milioni di tuoi connazionali forse la cosa ti espone con il tempo a delle spiacevoli sorprese, e potrebbe rivelarsi una piccola, grande cazzata.

11 Responses to Io so cosa non sai, tu sai cosa non so
  1. miic Rispondi

    Il corollario a quello che dici tu è che ogni volta che guardo i telegiornali mi si rizzano i capelli in testa.

  2. benty Rispondi

    ecco. considera che io, ormai da 7 anni, ogni volta che torno in Italia mi stravolgo sempre un po’ di più a vedere cosa passa sui tg. chiaramente il gap fra chi si informa solo sui tg e chi soprattutto in rete è ormai enorme. da una parte romeni che uccidono chiunque e ovunque (e ora ho visto e sentito con i miei occhi come si crea il panico in maniera sfacciata), dall’altra lo sgomento di sapere che nè rai nè mediaset hanno voluto l’intervista del premier che dice ai terremotati che stanno bene e sono in villeggiatura. se lo vuoi vedere te ne vai su youtube, dove chi ha blog tumblr freidnfeed e persino facebook non posta praticamente altro. la sintonia a riguardo l’ho persa già con quelli di casa mia. io mi sbraccio e smoccolo per lo sgomento, per lo schifo di Vespa col pelouche, o della cacciata di Vauro, loro guardano i pacchi e mi dicono di chiudere a tre mandate la porta se torno tardi la sera, che di questi tempi non si sa mai. poi ovviamente c’è il tgr marche che è un capolavoro di situazionismo. imperdibile

  3. Alessandro Bono Rispondi

    La critica non è rivolta a chi guarda il tg, ma a chi lo critica a parole e lo supporta nella pratica alzando gli indici di ascolto.

    Perché dovrebbero cambiare formula se quella attuale permette di fare ascolti record? Soprattutto quando rimesta nel marcio?

    Meno parole, più fatti. Dobbiamo essere il cambiamento che vogliamo vedere (Gandhi docet) diventandone promotori attivi e non limitandoci ad essere critici passivi.

    Perché chi parla male della tv mentre la sostiene con le proprie azioni questo è: passivo.

  4. int Rispondi

    Il tuo ragionamento non farebbe una piega se la ‘loro’ informazione fosse ‘solo’ incompleta e ridicola. Purtroppo mancano anche due elementi importanti che sono il rispetto di una qualsivoglia forma di deontologia e una soglia minima di qualità(intesa come approfondimento, pluralismo, accuratezza). Gli ‘altri’ sanno davvero poco (pur avendo avendo a disposizione una quantità imbarazzante di informazioni -spesso superflue per la conoscenza dei fatti). Senza contare che dell’informazione uno dovrebbe anche poi essere in grado di farsene qualcosa.

  5. MauroC Rispondi

    Salve sig. Akille,
    anch’io come lei cerco di evitare i tg “principali”, preferendo al più La7 e rainews24, ma mi sono accorto che i radiogiornali sono per me molto più funzionali, completando le informazioni che leggo via feed. E anch’io come lei all’inizio avevo il dubbio di rimanere “emarginato” rispetto agli altri ma ora penso che le cose non siamo così: non esiste una informazione “nostra” e “loro”, si parte dalla stessa base, ma noi “aggiungiamo” il più che i tg non ci dà.
    Saluti
    MauroC

  6. shoum Rispondi

    A volte mi capita di vederlo e ritengo che il tg migliore (in tv analogica) sia quello di MTV.
    Dico seriamente, il contenuto informativo delle notizie date anche dagli altri tg e’ lo stesso. Pero’ dura 5 minuti e danno molte altre notizie anche di esteri che altrove non danno.
    Troppo presi da “la nota politica” o da cuccioli di cane e gattini.

    f

  7. Damiano Rispondi

    Viviamo in un paese che è cresciuto grazie alla televisione. Abbiamo avuto un percorso diverso rispetto al resto d’Europa. Lì era: lettura —> radio —-> tv. Noi addirittura Tv—-> lettura (poca). Quanti ricordano che in Italia con l’avvento della Rai c’era “Non è mai troppo tardi” dove il maestro Manzi insegnava a leggere e a scrivere? La tv è la mamma degli italiani e il brutto è che il mondo politico (non solo Berluska) la controlla da tempo immemore….

    Damiano.

  8. destynova Rispondi

    io penso che i telegiornali italiani siano fatti avendo in mente un modello di informazione scorretto e un pubblico non informato, acritico e bisognoso non di informazioni ma di idee precostituite. Non li guardo ormai da anni, e quando mi capita non riesco a trovare mai nulla che mi faccia cambiare idea (e, intendiamoci, non sono fra quelli che spegne il televisore orgogliosamente: anzi, è quasi sempre acceso ma con l’antenna staccata: è un computer ad alimentare audio e video). Anch’io mi sono posto la tua domanda e, alla fine, mi sto convincendo che forse la soluzione, senza presunzione e ognuno per il suo piccolo microcosmo di riferimento, è semplicemente parlare, confrontare quello che si sa, catodico versus lcd. Chissà: magari a forza di dir cazzate dai due lati, si riescirà a far capire a chi le dice da dietro uno schermo che forse non è più il caso…

  9. Smeerch Rispondi

    @Akille: ti capisco.

  10. [...] paio di mesi fa avevo confusamente espresso il mio disagio nel trovarmi (senza fare nulla di speciale) i... akille.net/2009/06/22/di-cosa-stai-parlando
  11. [...] Io so cosa non sai, tu sai cosa non so Stavo per lasciarmi un commento al post di due giorni fa , ma sic... liquida.it/notizie/www/2010/05/06/9216594/italia-confagricoltura-vittoria-brancaccio

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