La crisi del settimo anno
Per farla molto breve, che ultimamente odio far perdere tempo alla gente, ci si rivede in data da destinarsi.
Per farla molto breve, che ultimamente odio far perdere tempo alla gente, ci si rivede in data da destinarsi.
Alcuni dubbi striscianti mi hanno sempre tormentato. Perché un medico dovrebbe darvi subito la cura giusta e visitarvi una volta sola? Perché un avvocato dovrebbe trovare la strada più breve e prendere meno soldi? E perché uno come me dovrebbe fare l’oroscopo e dirvi cose che non volete sentirti dire?
Se nei primi due casi la risposta è da cercarsi nell’etica e nell’onesta, per la terza domanda è tutto più semplice: tanto non pagate, quindi perché levarsi il divertimento?
Oroscopo dall’8 al 14 marzo.
* Avviso di trasparenza per il pubblico: Achille non crede negli oroscopi, come tutti i Sagittario. Ma se pensate che l’oroscopo che avete appena letto non si affidabile perché contiene la parola “casaccio”, beh, è la diffidenza tipica di quelli del vostro segno.
Come avrete letto sui giornali oggi, se non fosse morto nel ‘72, Ennio Flaiano avrebbe compiuto 100 anni.
Per personaggi del genere è facile che scatti la curiosità: “se fosse stato ancora vivo, cosa avrebbe risposto a chi gli chiedeva come vede l’Italia oggi?”
Secondo me, ma tiro veramente a indovinare, avrebbe risposto “non rompetemi le palle”, ma detto in un qualche suo modo più raffinato e spiritoso.
Il nostro rapporto con Google e un esempio (preso dal blog di Enrico) su come ci si possa ridere un po’ sopra, nella rubrica User generated content su Apogeonline.
Consigli musicale in sintesi. In queste settimane sento spesso il disco degli Hot chip e il già citato esordio dei Delphic. Cercando suoni e dischi simili mi sono imbattuto nel nuovo singolo degli Shy Child. Si chiama Disconnected e mi piace molto. Album in arrivo.
Arriva il giorno in cui il tuo pc non va più come dovrebbe andare. Magari ha preso un virus fatale, o forse hai fatto tu qualche fesseria, o saranno i continui installa e disinstalla di programmi che usi una volta sola e poi dimentichi lì.
Qualunque sia il motivo, dopo averne tentate un po’ e averlo fissato con uno sguardo assente che in realtà ricerca i momenti felici vissuti insieme, prendi la ferale decisione: io formatto.
A quel punto lo dici in giro, anche solo per spiegare perché nelle prossime ore sarai nervoso e in quelle successive avrai da fare e forse non risponderai alle mail, e cominci a raccogliere i pareri. Fai bene, pialla tutto. Sei matto, non lo fare, ci sarà una soluzione alternativa.
Ognuno distingue le persone in base a quello in cui crede. La frase “la gente si divide in due: quelli che” può proseguire in migliaia di modi. Io, negli ultimi due giorni, le ho divise tra quelle che appena e il caso formattano e quelle che non lo fanno mai.
Il formattare come metafora esistenziale, come prova per distinguere chi tenta fino all’ultimo di risolvere la questione, di ripristinare le status quo, di isolare quel problema e estirparlo, nella convinzione che fare quello basterà, e non è vero che il resto è tutto corrotto, da chi vuole bruciare tutto in un fuoco purificatore e andatevene tutti a fanculo, si ricomincia da capo.
E ancora, il formattare per dividere le persone tra chi al pensiero di formattare impallidisce perché vuole cercare di salvare ogni singola cosa, fare un back up di ogni singolo file, il computer andrà poi ripristinato in ogni sfondo desktop, ogni scambio mail, ogni software che può servire anche una volta ogni sei mesi, e chi sdraia tutto e fregatene, salva il salvabile, poi chiudi gli occhi e riavvia, se non ti è venuto in mente subito vuol dire che non è essenziale, ne puoi fare a meno.
Un format come linea d’ombra, come le macchie di Rorschach, come una prova che dice molto di una persona. Se sei un formattatore seriale o un conservatore smanettone, come sarà la tua vita sentimentale e la tua visione sul mondo?
Io alla fine ho formattato. Mi è piaciuto pensare che fosse un atto d’amore. Un modo per non tradire il vecchio scassone con uno nuovo, più giovane e bello.
Ogni tanto a Repubblica la corsa allo “strillo rosso in prima pagina” genera qualche scivolone.
* Avviso di trasparenza per il pubblico: Achille non crede negli oroscopi, come tutti i Sagittario. Se gli chiedete a bruciapelo di dirvi i 12 segni, gliene mancherà sempre uno, tipo i 7 nani.
Emozione e nostalgia all’apparire in rete, grazie a un benemerito utente di AvaxHome, di una copia in pdf del Primo manuale delle giovani marmotte, dalle cui pagine scoprivamo bimbetti come indovinare il numero pensato da un amico o come parlarci con i segni usati dagli indiani d’America.
Io in realtà avevo il terzo e il quinto, oltre a quello di Paperinik sui giochi di prestigio, dal quale non sono riuscito a impararne decentemente nemmeno uno.
(trovato grazie ai Sadpandas)
Ci sono mille ragioni per sostenere che i social network siano strumenti più potenti e di maggior impatto rispetto ai blog. Però c’è anche da dire che difficilmente i blog di tutti quelli che stai leggendo vanno giù contemporaneamente.
Nell’immagine una millesima parte delle reazioni sugli altri social network (nello specifico Twitter) dopo alcune ore di down di Friendfeed.com