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Se il blog muore, Friendfeed è il maggiordomo

16 gennaio 2009 / 31 Comments

Da qualche tempo mi sono messo a testare (con un certo ritardo, ma con una certa intensità) Friendfeed. Per chi non lo sapesse, si tratta di uno strumento che permette di aggregare i vari account su aggeggi 2.0 e social network di un utente, dando a chi lo usa la possibilità di seguire anche quelli dei suoi contatti.

In estrema sintesi e detto un po’ grezzamente, se voi indicate a Friendfeed quali sono, ad esempio, il vostro blog, il vostro twitter o flickr, ma anche il vostro account su facebook, su youtube, su lastfm e addirittura su gtalk, lui vi crea una paginetta in cui spiattella tutti gli aggiornamenti che fate, sia nel postare che nel favorire qualcosa (come una foto, un video, o una canzone) che nel cambiare status o nick.

Se aggiungete anche degli amici o dei conoscenti, avrete una pagina che si auto-aggiorna con tutti i post, i commenti, le foto preferite, i video favoriti, etc etc, vostri, degli amici e degli amici degli amici.

Detto così sembra una fesseria, una specie di feedreader più potente e più mirato. In realtà ci sono un paio di cose che rendono FF un potenziale manicomio: la prima è che tutte le cose si possono commentare, o preferire (con un like), facendo ritornare il testo commentato in primo piano. La seconda è che si possono aggiungere dei mini-post direttamente su Friendfeed.

A questo punto vi basterà fare un giro per vedere cosa succede: è il regno delle discussioni e il paradiso dei commenti. Qualsiasi sciocchezza può generare decine di interventi, qualsiasi segnalazione rimbalza da una parte all’altra, un sacco di roba va via, come lacrime nella pioggia, tante discussioni si infuocano, a volte degenerano, spesso forniscono spunti interessanti.

Ora, detto sinceramente, sto buttando giù questo post al volo e senza nessun intento in particolare. Vi assicuro che l’ultima cosa che voglio è attaccare per l’ennesima volta la para-noia de: i blog sono morti, i blog stanno morendo. Non è quello. Però a me non era mai capitato (nemmeno in luoghi virtuali forse di maggior successo, come Twitter o Facebook) di vedere un massiccio spostamento di tutta una serie di cose che hanno avvicinato molta gente ai blog su un altro strumento.

Sto parlando di cazzeggio puro, provocazione, frasi buttata lì sperando di trovare un parere o un consiglio. E poi il momento di sconforto esposto al pubblico nel tentativo di ricevere affetto o una parola buona, il moto d’indignazione condiviso per sentirsi dire “anche io, anche io”, il senso di intimità come se quella cosa la stessi dicendo a pochi amici (anche se hai 100 contatti, e ti leggono anche gli amici dei contatti, e comunque finisci indicizzato dai motori di ricerca).

Insomma, è un sacco di roba che solitamente trovavo in giro per i blog, e ora sta più comodamente su Friendfeed.

Non credo che questo ucciderà i blog, ma da qualche giorno penso che potrebbe cambiarli. Come, non è facile da dire. I blog (anche i tumblr, per dire) sono più potenti di Friendfeed per tante cose, ad esempio su FF non si possono scrivere cose lunghe, è una faticaccia ritrovare un argomento particolare o una discussione vecchia di qualche giorno.  Ad occhio direi che se uno vuole sperimentare dei linguaggi, raccontare qualcosa più strutturalmente, portare avanti un discorso su un argomento specifico, avere un’identità precisa in rete, gli conviene sempre passare da un blog.

Però è ormai un fatto che certe cose per cui uno usava il blog, o un certo tipo di blog (ad esempio questo blog che state leggendo, in diversi momenti) ora funzionano meglio altrove.

Questo potrebbe portare ad un cambiamento reale. Tipo contenuti seri di qua e cazzeggio di là, post professionali o approfonditi di qua e organizzazione cene e birre di là, blog sempre più a tema e pagine di FF a “rutto libero”.  Inoltre cambieranno i modi per valutare il “successo” e la qualità di un blog, visto che i commenti e le citazioni si spostano in luoghi esterni, meno facili da vedere per il lettore e per le già discusse classifiche. Insomma, chi lo sa. La sto buttando lì, e probabilmente schiaccerò il tasto “Pubblica” senza nemmeno rileggere.

Però se qualcosa nel mondo dei blog dovesse cambiare, e se lo facesse in questa direzione, io un paio di domandine a Friendfeed per capire se ha un alibi le farei.

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Posted in Vita da blogger
  1. 16 gennaio 2009

    LaCommara

    Io non lo so se sto Friendfeed cambierà il mondo del blog, o quello di internet o se sarà una bolla di sapone… so solo che co sto cazzo di internet, a casa non fai + un cazzo e lasci pile di piatti che la schiava pulisce… e mò bastaaaaa…
    LaCommara

    Reply  
  2. 16 gennaio 2009

    Dario

    Sei bravissimo

    Reply  
  3. 16 gennaio 2009

    Ulrike

    Mmhh, cazzeggio puro, dici? Quasi quasi, un pensierino… :D

    Reply  
  4. 16 gennaio 2009

    miic

    vabbè, commento qua, ma ff per ora ha ammazzato i commenti dei blog

    (giusto quanto invece ho sentito di là: facebook invece uccide i blog mai nati)

    Reply  
  5. 16 gennaio 2009

    Giamaica

    non ho tempo per leggere l’articolo ora, lo faro’ lunedi. per ora ti volevo solo segnalare questo
    http://www.photocliches.com

    ciao

    Reply  
  6. 16 gennaio 2009

    Lollodj

    Mah, per quanto possa valere il mio parere, trovo che Friendfeed sia solo la versione “fighetta” di facebook. Come sottolinei tu stesso, su ff c’è uguale cazzeggio, uguale dispersione dei contenuti, uguale non approdare a niente. Facebook per lo meno ha dato uno spazio web a chi di blog, tumblr e altro non ne sapeva e non ne voleva sapere niente, e sono tanti. La “creme” dei blog invece ha prima sputato su fb, per poi riversarsi su ff dove il clima è uguale. Non so cosa pensare, io mi tengo stretto il blog, con i suoi bei commenti (e il tumblr) più fb per il cazzeggio.

    Reply  
  7. 17 gennaio 2009

    loki

    Come al solito acuto e come al solito utilissimo per una non nerd come me.
    Sono meccanismi affascinanti, da studiare attentamente.
    Poliutropo il tuo sguardo è davvero odisseo.

    Reply  
  8. 17 gennaio 2009

    Mitì

    Quello che penso di FF l’ho detto da Suzuki nei commenti qui
    http://www.suzukimaruti.it/2008/12/28/gente-tranquilla-che-commentava/
    ripresi poi da lui nell’altro post “Quelli che ce l’hanno con friend feed”.
    E ho ribadito in concetto di ciò che penso di FF, FB & affini nella seconda parte di questo post:
    http://www.placidasignora.com/2008/12/29/giorni-di-fine-dicembre/
    Perdona i link, ma è più pratico che riscrivere in questo spazio tutti i concetti (poco placidi, in questo caso ;-**)

    Reply  
  9. 17 gennaio 2009

    Disorder

    Quoto LolloDj (Achille, si usa ancora “quoto” su FF? o si usa il like?;) )

    @miic: “facebook invece uccide i blog mai nati” ommioddio, qualcuno lo dica a Ferrara e ai difensori degli embrioni. Qualcuno pensi ai (blog-)bambini!

    Reply  
  10. 17 gennaio 2009

    Domiziano Galia

    Non so, FF è molto power user ora come ora. Se da una parte aiuta l’integrazione, d’altro canto si rischia la sovrabbondanza informativa. Ma in questo senso “aiuta” molto il fatto che è strapieno di ciarpame. Ho visto note del tenore “faccio la cacca”, per cui già bastava Twitter, con robe tipo 80 commenti.
    Per cui, comodamente, offro il mio servizio e me ne strafotto di quello degli altri, continuando a seguire unicamente ii blog via feed. Perderò quell’1% di conversazioni interessanti che non passano via blog, ma mi evito il 99% di cazzate.

    Reply  
  11. 17 gennaio 2009

    b.georg

    ho sempre considerato il blog uno spazio di scrittura connesso ad altri analoghi con annessa conversazione, non ho particolari interessi “social”, sono unsocial e felice, agli aperitivi faccio scena muta e odio le confidenze altrui quasi più delle mie, quindi non sono proprio un giudice imparziale, né il cliente ideale dei social cosi.
    però, ecco, nello specifico del mezzo, non si può non dire che il fatto che i commenti vadano a mettersi in un posto diverso e meno accessibile da ciò che commentano è una cosa comunicativamente stupida in modo quasi comico, che spiego solo col desiderio di selezionare il pubblico (legittimo ma vagamente suicida, un po’ come fare discendenza tra consanguinei) e che non può che impoverire il blog senza niente in cambio, tranne un gran darsi pacche sulle spalle (un po’ come ai primi tempi dei blog che era tutto un darsi del genio a vicenda…). Del resto analogo impoverimento piuttosto scemotto sono stati i tumblr: una volta segnalare era parte integrante dei blog, mi pare.

    Reply  
  12. 18 gennaio 2009

    Achille

    Molto interessante la nota di B.georg, anche per un certo smitizzare una golden age della blogosfera, pur avendone fatto parte. Il “legittimo, ma vagamente suicida” dice molto. L’importante, in questi casi, è esserne consapevoli.

    Reply  
  13. 18 gennaio 2009

    Federico Bolsoman

    Gran bel post, Achille. Hai tirato fuori roba che – pur da friendfeeder convinto – mi frulla in testa da un po’.

    @lollodj: FB non è paragonabile a FF per una differenza fondamentale: FB nasce e si sviluppa come walled garden: la tua pagina è vista solo dai tuoi amici, con tutte le conseguenze del caso. Poi è farcito di struementini che rendono “facile” il web (carica, foto, video, crea eventi, gruppi, etc.) ma rimane un walled garden, una specie di grosso centro commerciale.

    FF è un aggregatore interattivo di contenuti *pubblici* che produce, di default, altro contenuto pubblico (puoi renderlo privato se vuoi). Obbedisce alle dinamiche della rete aperta e chi ci scrive sopra sa che prima o poi google farà il suo porco lavoro.

    Non è una differenza da poco.

    Reply  
  14. 19 gennaio 2009

    Lollodj

    Bolsoman, non intendevo fare un paragone tra i due servizi, ma sottolineare come le dinamiche al loro interno siano molto simili. Comunque, se stai a guardare, puoi rendere pubblici anche i profili di fb e indicizzarli su google :)

    Reply  
  15. 19 gennaio 2009

    b.georg

    Aki, perché non pensi che la consapevolezza sia un’aggravante, invece?

    Reply  
  16. 19 gennaio 2009

    Achille

    B.George, la consapevolezza è un’aggravante se hai un giudizio negativo sul comportamento che ne consegue, a mio modesto parere.

    Reply  
  17. 23 gennaio 2009

    Vincenzo

    Bell’articolo!
    finalmente ho capito che cavolo e’ quest’altra diavoleria!

    Reply  

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